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Assemblea

COMITATO GIURIDICO NORMATIVO

20-06-2016

Stefano Robba - Assemblea 2016


Signor Presidente, Signori Soci,


il 2015 è stato un anno importante per le attività giuridico normative del nostro settore. In primo luogo perché è stato il banco di prova per l’applicazione del Regolamento Consumer Information. Finora, non sono emerse particolari difficoltà, né si registrano infortuni o contrattempi a carico delle Aziende, segno che abbiamo lavorato bene.

Ci siamo, poi, impegnati su altri tre temi molto importanti per le aziende del nostro settore.

Il primo è collegato alla diffusione dei prodotti ottenuti da ingredienti vegetali (soia, avena, riso), che utilizzano denominazioni evocative dei prodotti lattiero-caseari (“latte vegetale, yogurt vegetale”, "formaggio di imitazione", "sostitutivo del formaggio”). Ci siamo rivolti al Ministero dello Sviluppo Economico, che ha confermato che si tratta di un comportamento ingannevole per il consumatore e sleale verso le nostre aziende. La normativa europea, afferma il MISE, protegge il latte, i prodotti lattiero-caseari e le loro denominazioni dal rischio di confusione con prodotti che non hanno nulla a che fare con il latte. Non solo! La comparazione tra le due categorie di prodotti è vietata anche dal Regolamento Consumer information, perché induce a ritenere che tra i due prodotti esista un’equivalenza che in realtà non esiste. Speriamo che la nota ministeriale serva a chiarire le cose e faccia cessare questi comportamenti.

Altro tema che abbiamo seguito è quello legato alle indicazioni sul lattosio. Anche in questo caso si tratta di un argomento di grande attualità, legato alla grande diffusione dei prodotti a ridotto contenuto o privi di lattosio. Tra pochi giorni la normativa sugli alimenti destinati ad alimentazione particolare sarà superata e i prodotti delattosati diventeranno alimenti di uso corrente. In attesa di una regolamentazione comunitaria, Assolatte ha ottenuto dal Ministero della salute indicazioni sulle soglie che consentono di fornire indicazioni relative al contenuto di lattosio nel latte e nei latti fermentati. Siamo ora in attesa di ulteriori indicazioni per i formaggi. Si tratta di un tema importante, ma delicato, perché nelle nostre etichette dovremo comunque fare attenzione ai problemi dei consumatori galattosemici, che andranno debitamente informati.

Il terzo tema, infine, ci impegna da molti anni: l’indicazione di origine. Dopo l’ennesimo stop arrivato dalla Commissione europea, infatti, negli ultimi mesi, sono aumentate le pressioni di alcuni paesi a favore dell’introduzione dell’indicazione di origine obbligatoria degli ingredienti. Particolarmente significativa è una proposta francese, volta ad introdurre tale obbligo per le carni e il latte utilizzati come ingredienti e per il latte alimentare venduti in Francia. È un’iniziativa molto preoccupante, che ha ottenuto un informale via libera dal Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori, che potrebbe minare le basi del mercato unico europeo e dell’armonizzazione normativa. È un precedente al quale si è immediatamente agganciato il Governo italiano, che lo scorso 31 maggio ha annunciato, tramite il Presidente del Consiglio in persona, la firma e la notifica a Bruxelles di un apposito decreto interministeriale riguardante specifi- camente il settore lattiero-caseario. Si rischia così il caos, su un tema che avrebbe invece bisogno di una armonizzazione normativa europea.

Abbiamo anche seguito i lavori - sospesi nel 2013 - per l’emanazione degli atti esecutivi sull’indicazione di origine volontaria, vale a dire per la definizione di regole per l’indicazione dell’origine dell’ingrediente primario se diversa dall’origine dell’alimento. Al riguardo è stata presentata una bozza di regolamento che definisce alcuni principi generali, senza entrare nello specifico dei singoli settori, ragion per cui si renderà necessaria l’emanazione di specifiche linee guida settoriali.

Assolatte ha proposto alcune modifiche già portate in EDA e incluse in una posizione trasmessa alla DG Santé e a FoodDrinkEurope. Tra le richieste principali rileva quella di escludere che i marchi registrati, per le diciture, le immagini o i colori contenuti, possano costituire indicazione di origine.

La versione finale di questo Regolamento dovrebbe essere pronta entro il 2016 ed anche dalla sua emanazione dipenderà la possibilità che la disciplina sull’indicazione di origine resti armonizzata a livello europeo.