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Attualità

MOZZARELLA DI BUFALA: LA LEGGE SPACCASTABLIMENTI

03-04-2014

La legge 205/2008 impone la separazione delle produzioni DOP dalle altre produzioni


Nei giorni scorsi si sono tenute alcune riunioni presso il Ministero delle politiche agricole, che sta lavorando – con impegno – per cercare ogni possibile soluzione ai problemi che derivano dalla legge 205 del 2008.
 
Per  adeguarsi  alla  legge,  le  imprese locali saranno presto costrette a separare  la produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP da quella delle altre  produzioni,  e  dovranno  costruire  nuovi  stabilimenti  nei  quali traslocare  la  produzione  degli  altri  prodotti tipici del Mezzogiorno - fiordilatte,  scamorze,  ricotte,  mozzarelle di latte misto – formaggi che hanno un ruolo fondamentale per l’economia locale.
 
Assolatte  ha  proposto  al  Ministero di modificare la norma, imponendo la separazione  spaziale  delle  diverse  produzioni  all'interno dello stesso stabilimento e una totale tracciabilità del latte e dei prodotti finiti.
 
“Siamo  in  prima fila quando c’è da sostenere la qualità delle produzioni, la  corretta  informazione  del consumatore e la necessità di garantire una concorrenza  leale  tra  le  imprese, ma la legge del 2008, approvata in un momento  storico  particolare,  comporta  oneri  eccessivi  per  il tessuto produttivo della Campania e del Lazio, costi che ci sembrano ingiustificati – ha dichiarato Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte

 
Sono  centinaia  i caseifici che nel pieno rispetto delle regole oltre alla Mozzarella  di  bufala  DOP  producono e commercializzano altri prodotti. A causa  della  legge  queste  aziende  sarebbero costrette a decidere – loro malgrado  –  di abbandonare la produzione della DOP, che – va ricordato – è la più importante eccellenza casearia del Mezzogiorno.
 
Apprezzando   la  sensibilità  e  l’operato  del  Ministro,  l’auspicio  di Assolatte  –  che  ha fatto proprio il grido di allarme di tutte le imprese casearie interessate - è che si giunga presto ad una soluzione ragionevole, che  permetta  di  lavorare serenamente, nell’interesse della filiera e dei consumatori.