Lettera del Presidente Assolatte G. Ambrosi


Signori soci, cari amici, eccoci di nuovo qui, a distanza di un anno per celebrare la nostra assemblea sessantacinquesima - per commentare quanto accaduto negli ultimi dodici mesi e immaginare il nostro prossimo futuro.

Possiamo provare a farlo anche se - come sappiamo, perché lo ripetiamo da alcuni l'economia è guidata da fenomeni sempre più complessi e discontinui, che rendono difficile fare previsioni affidabili. Questa discontinuità ci costringe così ad affrontare accadimenti improvvisi, dovrebbero influire sulle nostre attività di impresa e invece lo fanno, incidono sugli mondiali e sono capaci di modificare in poco tempo l'andamento naturale dei mercati. Valga come esempio "l'effetto domino" di due anni fa, quando la crisi di un importante bancario provocò, a cascata, il crollo di interi imperi finanziari, trascinando verso interi Paesi e portando a galla le falle di un sistema in parte costruito sul nulla.

Oppure riflettiamo su quanto accaduto poche settimane fa, con la crisi greca, che ha costretto i Paesi dell'Unione ad intervenire a sostegno del paese comunitario, con manovre che avranno effetti sulla politica monetaria di tutta l'Europa e che hanno messo in discussione la stessa esistenza dell'euro. O infine pensiamo alle influenze del rapporto euro/dollaro sugli scambi mondiali, che incide sulla disponibilità di materie prime nelle differenti aree del mondo, con effetti quasi immediati sui mercati dell'una o dell'altra parte dell'oceano.

È evidente che viviamo un periodo difficile, che siamo sempre più esposti a fenomeni che non possiamo controllare e che ci troviamo di fronte ad una crisi lunga, profonda e globale, imprevista, veloce e trasversale, che ha modificato, forse in modo permanente, le nostre abitudini e le abitudini dei consumatori. Soprattutto nel Vecchio continente.

Mentre l'Europa, infatti, che a lungo è stato uno dei motori dell'economia e della cultura mondiale, si confronta con un futuro incerto che impone riflessioni sulla capacità di reagire al nuovo scenario internazionale e sul modello di crescita che l'ha guidata fino ad ora, le nazioni che fino a tempi recenti consideravamo ancora "in via di sviluppo" si sono trasformate in fretta paesi leader dell'economia globale e sono ora temibili concorrenti, e dimostrano una vivacità eccezionale ed un'altrettanto eccezionale propensione alla crescita, con tassi di sviluppo ai quali noi europei non siamo abituati da molti anni ...

L'intervento completo è disponibile in allegato